Come fare il focus stacking

Il Focus Stacking è una tecnica nata dall’innovazione digitale. Grazie alle nuove fotocamere digitali è possibile realizzare delle foto con tutte le parti del soggetto o dei soggetti a fuoco pieno. Questo con la fotografia tradizionale su pellicola non era possibile.

CHE COS’È IL FOCUS STACKING E PERCHÈ SI USA?

Il Focus Stacking è una tecnica che si utilizza per massimizzare la profondità di campo quando si ha l’impossibilità di farlo in un solo scatto. Ci sono situazioni nelle quali chiudere il diaframma non è possibile o non è comunque sufficiente per avere la profondità di campo voluta. Per realizzare un Focus Stacking occorre eseguire una serie di fotografie a differenti distanze di messa a fuoco in modo da coprire l’intero arco di messa a fuoco dell’obiettivo che stiamo usando per poi poterle unire in fase di postproduzione. Se questa procedura vi è familiare non è un caso: è una tecnica simile a quella che probabilmente usate per realizzare i vostri HDR, variando in quel caso l’esposizione. Per questo motivo all’inizio il Focus Stacking veniva anche chiamato HFR.

In quali campi si usa il Focus Stacking? Principalmente in macro e microfotografia in quanto la distanza ravvicinata fra l’obiettivo ed il soggetto consente una profondità di campo molto limitata anche chiudendo il diaframma. Sarebbe infatti inutile ricorrere al Focus Stacking in una fotografia di paesaggio dove è facile avere una profondità di campo molto estesa semplicemente chiudendo il diaframma ad un valore intermedio.

COME SI REALIZZA UN FOCUS STACKING

Realizzare un Focus Stacking è più semplice del previsto, ma vi avvisiamo sin da subito che per la sua realizzazione con Photoshop è necessaria una potenza di calcolo non indifferente, specialmente considerando che noi abbiamo utilizzato una Nikon D850 con sensore a pieno formato da 45.7 megapixel ().

Per prima cosa dovete utilizzare un treppiedi che sia abbastanza solido e dotarvi di uno scatto remoto, meglio se senza fili. Oggi con la tecnologia Wi-Fi presente su molti modelli in commercio anche il vostro smartphone può diventare un telecomando pratico da tenere sempre in tasca. Cercate quindi di trovare la giusta posizione e, se possibile, andate in luoghi privi di vento. Nel giorno della prova tirava un fortissimo vento e abbiamo inizialmente tentato di realizzare dei Focus Stacking all’aperto tra una raffica e l’altra con molte difficoltà, ma siamo stati costretti infine alla resa.
Può essere conveniente utilizzare una inquadratura generosa che consenta un ritaglio in fase successiva, soprattutto se lavorate con macchine fotografiche con tantissimi megapixel a disposizione come quella che abbiamo usato noi.

Quando andrete a cercare la voce Focus Stacking sulla Nikon D850 avrete una prima sorpresa: non esegue in realtà il Focus Stacking, ma il Focus Shifting. Questo vuol dire che la reflex non si occuperà di unire le fotografie, ma semplicemente di automatizzare la variazione della messa a fuoco in fase di esecuzione degli scatti.

La fotocamera si occupa della parte più importante di un Focus Stacking, ma per finire il lavoro avrete comunque la necessità di sedervi davanti ad un computer. La Nikon D850 non rende purtroppo questa operazione intuitiva, infatti in mezzo a tanti termini inglesi che compaiono nel menù i tecnici Nikon hanno deciso di tradurre proprio l’opzione “focus shifting” con un più didascalico “ripresa con cambio messa a fuoco”; inoltre, per avviare la fase di ripresa dovrete scegliere una qualsiasi funzione tranne quella di scatto temporizzato che sarebbe però la più logica per non rischiare di avere del micromosso sul primo scatto. Consigliamo di utilizzare la modalità manuale o quella di priorità dei diaframmi perché in questo modo il diaframma rimarrà fisso. A questo punto potrete scegliere il numero di scatti totale che la macchina eseguirà automaticamente e potrete programmarne fino ad un massimo di 300, decidendo anche l’intervallo di messa a fuoco fra uno scatto e l’altro. Più piccolo sarà l’intervallo e più foto dovrete scattare, ma maggiore sarà la possibilità di successo, anche se il tempo di post produzione aumenterà di conseguenza. Se scattate in manuale con la selezione della sensibilità impostata su automatico potrete scegliere l’opzione “uniforma esposizione” che tiene conto di eventuali cambi di luce durante la fase di ripresa per ottenere una luminosità il più possibile omogenea. Opzione importante quando siete all’aperto e non potete controllare le luci, ma avete comunque bisogno di scattare molte fotografie per arrivare al risultato sperato. Per scattare le fotografie la Nikon D850 infatti ha bisogno di tempo, per questo se invece di un soggetto inanimato vorrete riprendere un insetto sarà preferibile farlo di prima mattina quando sarà meno reattivo rendendo il vostro Focus Stacking più semplice. Alcuni fotografi usano insetti morti per evitare questo genere di problemi, ma a me non piace utilizzare trucchi per cui sconsiglio questa pratica.
A questo punto conoscete tutte le regole per iniziare a scattare.

“Produrre un’immagine di un oggetto che mantenga il fuoco assoluto in ogni suo punto,

è un’insieme di pazienza, precisione e tecnica ”

Matteo Temprendola